Shina Lab

Shina of officinarum

GIORNONUMEROSETTE. [7.] Speranza

[7.] Speranza

Ore 24:00 giorno N. 3.473

“Ehi, ehi… guardami.”
“…”
“Apri gli occhi. Non ti devi addormentare, mi capisci? Non chiudere gli occhi!”
“…”
“allora, ascoltami! La senti la mia voce? Mi avvicino, la senti? Non posso avvicinarmi più di così! Devi fare uno sforzo!
“…”
“Un altro. Un altro che arriva e se ne va. Non tutti sono forti abbastanza.”
“…”
“…”
Ore 03:00 giorno N. 3.474

“…dove… dove?”
“Sono qui! Sono quaggiù, mi vedi? Riesci a sentirmi? Sono al di là delle sbarre!”
“dove…?”
“oh, grazie a Dio sei vivo! Grazie… grazie grazie grazie…”
“io non…non riesco a… Dove sei?”
“sono di fronte a te… ce la fai? Riesci a sollevare la testa?”
“Sei nel corridoio? Come hai fatto a…”
“no. No, non sono fuori. Sono nella cella di fronte alla tua. Riesci a vedermi ora?”
“sì…”
“come stai? Oddio, ancora non riesco a crederci! Eri… insomma, eri morto! Sei rimasto lì steso per ore. Per giorni, forse.”
“io…”
“hai fame?”
“hm. Un po’.”
“ho un po’ di terra qui… te la tiro, sei pronto?”
“cos… cosa?”
“terra. Terriccio, hai presente? E’ una prelibatezza di questi tempi. E soprattutto… è di contrabbando. Qui non se ne vede da anni. Da prima che mio padre fosse rinchiuso qui, prima di me. Allora, ne vuoi?”
“hm… no, no grazie.”
“devi mangiare un po’, lo sai, vero?”
“non… non voglio la tua st-stupida terra. Voglio del pane… voglio un po’ d’acqua!”
“già. Già. Ti capisco, sai? Anche io quando sono arrivato ho fatto fatica ad ambientarmi. Penso che sia un po’ lo stesso per tutti.”
“dove diavolo so-sono?”
“bella domanda, amico. Bella domanda davvero. Nessuno lo sa.”
“Che vuol dire *nessuno lo sa*? Come ci sei finito qui dentro? Dove sono gli altri?
“…”
“Perchè ci sono degli altri, vero?”
“mai visti… a parte mio padre. Ma dopo un paio di mesi non so più che fine abbia fatto neanche lui…”
“e non hai mai cercato di… di capirci qualcosa?”
“c’è la Voce che ci dice ogni cosa. Che ore sono, quali sono i test che dovremo sostenere nel corso della giornata…che serve di più? ”
“la Voce? Cos’è la Voce?”
“ahah… certo, sei sveglio, amico. La Voce è una voce. Una voce che ci parla e ci dice tutto quello che dobbiamo sapere.”
“e tu fai esattamente quello che ti dice ogni volta? Ti fidi di qualunque cosa?”
“beh, si…certi, sì.”
“e non… non ti manca la tua casa?”
“oh, beh… quella neanche me la ricordo…”
“…”
“che c’è? Ho detto qualcosa che non va?”
“Hm? Oh, no. No, no, certo.”
“bene.”
“senti…”
“dimmi.”
“non è che ce l’avresti un po’ di quella terra di cui parlavi? Sto morendo di fame…”

Ore 05:00  giorno N. 3.475

“dormi?”
“…no.”
“io…io non ci riesco.”
“già. A volte non ci riesco neanche io.”
“ti chiedi mai perché sei ancora vivo? Te lo chiedi?”
“no. Non ha senso.”
“perché non ha senso?”
“Perchè non mi interessa.”
“io non ti capisco. E’ tutto così strano.”
“strano perché?”
“Perché siamo tutti qui. Lo hai detto tu. Lo dice la Voce. Siamo tanti. Ma tu hai mai visto nessuno? Sono sempre tutti morti. O sono sempre tutti fuori, per le esercitazioni, per l’ora d’aria, per le medicazioni, per i trattamenti… ”
“parla piano!”
“tu sei l’unica persona che io abbia mai visto qui dentro.”
“che vuoi dire con questo? Cosa sei, un intellettuale? Un estremista? Un ribelle? Che ci vuole a smettere di farsi domande? E’ più facile, cazzo!”
“Smettere di fare domande. D’accordo, facile. Magari facile per te. Non per me… andiamo, come puoi fidarti di una Voce? La voce di una persona che non hai  mai visto!”
“Cos’è, non ti sta bene?”
“E’ stupido. Perchè invece non pensare? Pensare a come andartene. Riprenderti la tua vita.”
“Perchè dovrei?”
“Tu non ti ricordi… ma ci sarà qualcuno là fuori che si ricorda di te, no? Qualcuno che ti starà cercando…Qualcuno a cui di te magari frega qualcosa, o sbaglio?”
“…”
“Ok. Ok, scusa.”
“…”
“Ascolta. Se ci fosse anche la minima probabilità, la minima, la più piccola e insignificante probabilità di un mondo vero al di fuori di queste quattro pareti… che faresti?”
“ecco, io… io non lo so.”
“perché ci deve essere qualcosa. Ti hanno sempre detto che non c’è nulla. Che fuori da queste celle finisce il nostro mondo. Oltre la terra che fornivano loro, anni, secoli ancora prima che tu nascesti, forse… nessuno l’aveva più vista, era una leggenda. Così mi hai detto, giusto? Eppure tu ne hai un po’…”
“un pugno soltanto…”
“e che importa? E’ comunque la prova che da qualche parte queste celle finiscono. Lo capisci questo?”
“sì. Forse lo capisco. Ma poi? A che ci serve sapere tutto questo, se non a sperare in qualcosa che non accadrà mai?”
“amico… io me ne voglio andare di qua. Voglio fottutamente tornarmene a casa!”

Ore 20:00 giorno N. 3.476

“ci siamo quasi… lo senti? Lo senti?”
“sembra… sembra un fiume!”
“Oddio, non ci posso credere… ce l’abbiamo fatta.”
“…”
“cosa c’è?”
“è tutto così… così…”
“è bello, non è vero? E’ bello, cazzo! Io… non riesco ancora a crederci!”
“è impossibile…”
“perché, amico, perché? Sei sveglio, te lo posso assicurare… sei vivo! Abbracciami.”
“sì… sì, sono vivo! Siamo vivi, ma ci pensi? Stiamo per andarcene! Torniamo a casa!”
“e mia sorella… Dio, mia sorella! Te la immagini la sua faccia quando mi vedrà arrivare? Crepa stecchita. Dio, non la vedo da.., da quanto?”
“troppo tempo.”
“…”
“…”
“qualcosa non va?”
“hm?… no. No, è il braccio che mi fa un po’ male.”
“sanguini, infatti. Ce la fai?”
“sì, credo di sì.”
“hai freddo? Tieni, tieni la mia divisa. Mettila sulle spalle.”
“Ma tu…”
“io proseguo così, non ha importanza. Posso farcela!”
“e… il piede? Riesci a muoverlo ancora?”
“Dovevamo pur tenere la porta blindata aperta in qualche modo… Appena sarò a casa me lo farò rimettere a posto. Non importa. Non vale più della mano che hai perso forzare la serratura! Ne valeva la pena, no?”
“già…”
“allora… sei pronto?”
“…”
“io apro. Preparati all’aria pura. Te la ricordi ancora? Hm? Te la ricordi? Io no, fratello!”
“ho paura…”
“non essere stupido. Paura di cosa?”
“che sia solo un sogno… che sia solo immaginazione. E se fossimo impazziti?”
“Non lo siamo. Non lo siamo, fratello. Pronto?”
“pronto…”

Diario audio di rapporto della Professoressa Charming al Presidente.
ARGOMENTO: Tentativo di evasione dei carcerati N. 12 e N. 14
Giorno di prigionia N. 3.477
Ore 23:35

*Buongiorno. Parla la professoressa Charming. Volevo metterla al corrente di  importanti sviluppi. Da tempo la nostra organizzazione si occupa di testare le capacità e le emozioni umane in relazione a particolari avvenimenti o sollecitazioni. Dunque, le due cavie… pardon, i due detenuti provenivano da famiglie diverse. Ciononostante avevamo riscontrato nel ramo maschile della discendenza una abilità particolare. In seguito alle varie sperimentazioni psicologiche e fisiche, però, non avevamo ottenuto alcun tipo di riscontro positivo. Ieri, contro ogni nostra aspettativa, si è verificato un avvenimento curioso. Ritengo che potrebbe essere la svolta decisiva per le nostre ricerche.
I due detenuti, precisamente alle ore 17:04 minuti, hanno tentato di evadere dalla struttura controllata. Come di certo sospetterà non sono riusciti a sorpassare neanche due delle uscite principali. La loro fuga è confluita nella stanza bianca, con molta probabilità, depistata dai rumori simulati. Ciononostante i detenuti N. 12 e N. 14 hanno sopportato tre ore di marcia forzata, grazie alla quale hanno percorso una distanza di circa 15 chilometri all’interno della struttura, e rispettivamente la perdita di due dita e la frattura di un piede, sacrificati per bloccare i dispositivi di sicurezza. Nessun altro era mai riuscito in un impresa simile, signore, e ciò che ha spinto i due detenuti a sopportare sì grandi fatiche e dolori è la risposta. E’, secondo il mio parere e quello dei colleghi, ciò che ci permetterà di passare alla storia. Il nostro siero permetterà all’uomo di compiere qualsiasi impresa, di sopportare qualsiasi fatica. Vuol sapere qual è questa componente? La speranza… signore.*

“Lo stato dei detenuti dopo la cattura e consecutiva estrazione di *speranza* per gli esperimenti?”
“…vegetativo, signore…”


[Fine della comunicazione]

"Lo stato dei detenuti dopo la cattura e consecutiva estrazione di *speranza* per gli esperimenti?" "...vegetativo, signore..."

This entry was posted on mercoledì, ottobre 3rd, 2012 at 17:35 and is filed under Pensieri. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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